Reduce da tanta paura per il terremoto che ha colpito l'Abruzzo, sono quasi letteralmente scappata dalla mia camera del quarto piano di Pescara per tornare in Sicilia, per passare la pasqua con la mia famiglia. Ma stavolta ho l'amaro in bocca perchè la mia metà è rimasta a casa e, anche se dovrei sentirmi più rilassata, non lo sono... Tra l'altro per arrivare qui ho dovuto affrontare mille ostacoli... Li elenco? Ma sì.
Partenza da Pescara a Roma con autobus alle ore 16:00. Ovviamente, dato che qualche tratto dell'autostrada era stato interrotto a causa del terremoto, la polizia indirizzava sulle direzioni da prendere...e si è arrivati con un po' di ritardo, ma non era negativo dato che l'altro autobus che dovevo prendere, Roma-Siracusa, partiva alle 21:30. Arrivo in biglietteria, faccio la fila, chiedo un biglietto e la signorina dall'altra parte del vetro mi risponde "Per stasera non ci sono più posti, ne ho soltanto uno libero per domani sera". Un velo di sconforto mi travolge, tiro un sospiro (non di sollievo), e con determinazione prendo quell'ultimo posto. Sono circa le 19 e avviso la zia di mia madre, che abita a Roma, del fattaccio e fortunatamente mi dice che quando lo zio esce dall'ufficio mi passa a prendere. Peccato che Roma è proprio incasinata... Salgo in macchina soltanto alle 20:45, stanca e affamata. Passo la giornata successiva con le cuginette, aiuto a fare i compiti, gioco un po' con loro, e nel pomeriggio un breve ma intenso giro turistico di Roma, per poi prendere il maledetto autobus. Intorno alle 01:00 si fa la prima sosta in autogrill: vado in bagno e, non appena ne esco, sento il clacson dell'autobus. Mi precipito fuori e salgo in fretta, ma non avevo considerato una cosa: sono salita su quello sbagliato. Ce n'erano due uguali, della stessa compagnia, solo che uno andava in direzione Palermo, Marsala, ecc., praticamente dall'altra parte dell'sola. Una ragazza gentile ha notato il mio disorientamento e mi ha indirizzata...benedetta donna! Il resto del viaggio è stato pseudo-tranquillo, tranne per il fatto che il sedere stava per diventarmi quadrato. Ovviamente sono arrivata a destinazione con un paio d'ore di ritardo, e poi ho anche aspettato Kris che mi venisse a prendere, gentilissima. Direi che mi sono dilungata troppo!
Adesso sono a casa, ho già rivisto un paio di amiche in questi due giorni. Poche ma buone. Si prospetta una trasferta a Ragusa per andare a trovare le persone che sono state presenti nella mia vita solo per un anno, ma l'hanno fatto in maniera eccezionale. E poi che altro? Mi sento un po' strana, incompleta, ma mi consola il fatto che presto tornerò da Lui...
Pasqua e pasquetta? Boh, chissà. Con mamma, papà, nonna e Kris, i fratelli magari si organizzano in altro modo. Ma forse è meglio così, non sono più abituata a roba distruttiva. Poi il tempo non permette di fare grandi cose: fa freddo! E io in valigia non ho messo nulla di pesante!
Direi che per ora è tutto...
